“Un ceffone non fa male a nessuno”. Sicuro?

[Focus Bambini] Proprio in questi giorni, il quotidiano Repubblica ha riportato la notizia che le punizioni fisiche sono state bandite in Scozia grazie a una proposta del deputato verde John Finnie.

Un tema molto sentito anche in Italia, dove è opinione comune che “un ceffone” non ha mai fatto male a nessuno e, anzi, in molti casi sia necessario per “raddrizzare” l’educazione del proprio figlio.

Ma è davvero così? Scopriamolo insieme.

Il vecchio modo di educare è ancora utile?

Quante persone nella propria educazione ricordano il famoso schiaffo di papà e mamma?  Eppure i tempi sono cambiati e, con essi, anche le modalità di relazione tra genitori e figli. La percezione delle cosiddette “cattive maniere” sta diventando sempre più negativa, almeno da un punto di vista “ufficiale”, tanto che le famigerate sberle sono state considerate fuori legge in diversi paesi.

Eppure, secondo numerosi sondaggi, buona parte dei genitori non sarebbero d’accordo con questo tipo di provvedimenti legislativi, affermando di preferire la vecchia educazione.

Ben strano se si considera l’epoca in cui viviamo, dove l’informazione è costantemente a portata di mano, e abusi e violenze vengono denunciati in ogni ambito non appena un fatto si trasforma in notizia.

Nonostante ciò continuiamo a giustificare le piccole violenze domestiche, soprattutto quella verso i bambini e giustificate dal “si è sempre fatto così”.

Misure punitive come schiaffi e sberle, o l’armamentario psicologico che include insulti, minacce e umiliazione sono all’ordine del giorno e vengono considerati come mezzi efficaci per “educare”.

 

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Cosa trasmettiamo a nostro figlio quando agiamo in maniera violenta?

Innanzitutto una serie di messaggi negativi che i piccoli assimileranno come parte integrante della propria educazione. Per loro diventerà giusto o naturale risolvere ogni dissidio ricorrendo alle mani, credere che nella vita ha ragione il più violento, ottenere qualsiasi cosa con la forza e affrontare tutte le situazioni con rabbia e nervosismo.

Tutto questo senza ricevere invece quel “kit” psicologico di sicurezza e controllo emotivo indispensabili per risolvere qualsiasi scenario che la vita gli presenterà davanti.

 

Cosa rischia un bambino educato con ceffoni e sberle?

L’obiettivo di una corretta educazione è anche quello tutelare la salute psicologica dei bambini. Esistono migliaia di ricerche (tra cui una meta analisi effettuata dalle università del Texas e del Michigan) che dimostrano che schiaffi e botte sono inefficaci nella correzione del comportamento. Secondo questi studi anzi, le conseguenze dei metodi drastici sono:
– una maggiore aggressività
– difficoltà ad assimilare regole comportamentali
– disagio psichico e mentale
– scarsa autostima
– isolamento e depressione
– tendenza all’abuso di alcool e droghe

In ambito neuro-scientifico, è stato appurato che i bambini sistematicamente sculacciati hanno meno materia grigia in alcune aree della corteccia pre-frontale, dove risiedono le funzioni del cervello che hanno a che fare con l’aspetto cognitivo. Inoltre, un fenomeno spesso correlato è che i figli sculacciati diventano a loro volta padri violenti  (e “sculacciatori”).

Non solo. Le umiliazioni e le punizioni creano barriere e mancanza di dialogo, rendendo i bambini inclini a trasgredire, mentire, rubare o ad assumere atteggiamenti di bullismo. Se magari a breve termine la paura a breve termine rende i bambini più ubbidienti, le conseguenze a lungo termine sono disastrose.

 

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Cosa possiamo fare come genitori?

“Quando i bambini sono picchiati o umiliati imparano sicuramente qualcosa, purtroppo però non quello che i genitori vorrebbero insegnare”.

È quanto afferma Daniele Novara, uno dei pedagogisti di spicco del panorama italiano. In una serie di libri, l’esperto di educazione propone modelli educativi efficaci, che non prevedono urla, schiaffi o punizioni.

L’apprendimento, al contrario di quanto si pensi, viene rinforzato se accompagnato da sensazioni piacevoli e positive e indebolito da quelle negative, motivo per cui è possibile evitare modalità tiranniche nell’educazione e pensare a soluzioni più costruttive ed equilibrate nel rapporto genitore-figlio.

Se riproponiamo ai nostri figli l’educazione che noi abbiamo ricevuto, rigida, severa, fatta di rimproveri, minacce e punizioni, ma anche di qualche sberla e sculacciata, non ha fa altro che ledere la loro autostima. Così come un’educazione troppo lassista, ha gli stessi effetti, creando adulti insicuri, pieni di paure, incapaci di vivere il momento presente, distratti, ansiosi, superficiali, rigidi o troppo razionali.

Certo, il genitore perfetto non esiste. Ma migliorare come persone e come genitori è un dovere che abbiamo verso il futuro di nostro figlio. Se vuoi scoprire di più, iscriviti al Canale Youtube di Educare Facile.

 

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1 thought on ““Un ceffone non fa male a nessuno”. Sicuro?

  1. Io quando ero in “età da ceffone”, ovvero negli anni 90, le presi 3 volte da mia madre, ma 3 volte di una violenza e crudeltà incredibili e immeritate. Adesso ho un paio di quei problemi psicologici di cui parla l’articolo (non tutti) e in più odio le mani di mia madre e come le muove, anche se ho un buon rapporto con lei…E che dire, per fortuna i tempi sono cambiati. Non ho figli ma se li avessi non li toccherei mai e per nessun motivo!

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