Regole ai bambini: istruzioni per l’uso.

Le sfide e le difficoltà dell’educazione

L’amore e la comprensione sono elementi fondamentali per la crescita dei figli, ma anche le regole sono indispensabili, non soltanto per la serenità familiare ma anche per diventare adulti sicuri e felici che sanno come affrontare ogni situazione.

Educare i figli è uno degli obiettivi di vita più difficili. Ci danno più istruzioni quando acquistiamo un frullatore che quando usciamo dall’ospedale con il nostro cucciolo!

Per questo spesso si rischia di sbagliare, viaggiando tra due opposti “stili genitoriali”: da un lato una debolezza genitoriale che sfocia nel dire “sì” davanti a qualsiasi richiesta del proprio bambino, rischiando così di farlo sentire autorizzato ad assumere comportamenti ingiusti o reazioni estreme.

Dall’altro lato, il pericolo di un’educazione troppo rigida comporta la possibilità di reprimere e schiacciare la personalità dei figli e di renderli insicuri.

Un buon punto di partenza è l’empatia. Immedesimarsi e comprendere le emozioni dei bambini può essere un ottimo modo per far sì che interiorizzino le regole, che in ogni caso devono essere poche e chiare perché i piccoli non abbiano confusione e si costruiscano un senso del limite.

 

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Perché è importante dare regole a tuo figlio.

Un requisito fondamentale per ottenere risultati educativi è che gli adulti in primis manifestino coerenza nei comportamenti, in modo da garantire al bambino una visione lineare e un modello educativo positivo, forte e non contraddittorio.

Un genitore incoerente darà al figlio un pretesto per esserlo altrettanto.

Una buona uniformità comportamentale, al contrario, costituirà un impareggiabile modello d’imitazione. Come già scritto in precedenza, dare troppe regole può confondere il bambino, e perfino lo stesso genitore che talvolta, per assurgere al ruolo di “educatore perfetto”, crede sia sufficiente impartire quante più “norme” possibili.

La verità è che la perfezione non esiste, tutti i genitori possono sbagliare. È nella natura dell’essere umano. La cosa più importante è mantenere un equilibrio tra dovere e divertimento, stabilendo una sfera definita dei limiti comportamentali.

Bambini senza regole diventeranno più stressati, perché non trovano uno spazio definito di manovra entro cui possono muoversi, e reagiranno in maniera estrema di fronte alle nuove situazioni che gli si presenteranno nella vita quotidiana.

Questo perché, senza regole, si ritroveranno a non avere gli strumenti necessari per cavarsela da soli. Dire “no” è un elemento molto importante nel rapporto genitori-figli, aiuta il bambino a comprendere, ad acquisire la consapevolezza di sé, del mondo circostante, delle sue possibilità e dei suoi limiti, in altre parole potrà crescere. Come afferma lo psicologo Mazzucchelli, un “no” da parte dei genitori non è necessariamente sinonimo di rifiuto verso il bambino, ma una dimostrazione di fiducia nelle sue capacità.

A questo si aggiunge il rischio che il genitore, nell’osservare i comportamenti infantili, possa ri-attingere alle esperienze pregresse dell’io bambino e rischiare di reagire nella medesima modalità, ovvero di pancia. Ricordiamoci che, al contrario, rispondere con la razionalità e le emozioni positive nel confronto dei piccoli porta con sé dei frutti.

 

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4 pillole per dare le regole in maniera corretta

1) Le regole le stabiliscono mamma e papà; devono essere portate avanti da entrambi e con una certa costanza e linearità, altrimenti non si potrà pretendere che un bambino segua le regole che i genitori stessi tendono a violare.

2) Accertati che la regola sia assimilata e compresa. Se il bambino urla, l’adulto non deve necessariamente rispondere allo stesso modo: una risposta con un tono pacato e ragionevole può spronarlo ad ascoltarvi come figure comprensive.

3) Non utilizzare paragoni o ricatti con i figli. Questo può farli sentire in una condizione di inferiorità o di minaccia che lo porterà alla chiusura verso le figure genitoriali.

4) Quando un bambino rispetta le regole, è un’ottima abitudine elogiarlo e rimarcare la positività del suo comportamento. In questo modo, si sentirà invogliato a ripetere l’azione in maniera spontanea.

Tra il dire e il fare…

Tutto ciò può sembrare facile a sentirsi, quand’è presentato sotto forma di precetto o raccomandazione nei confronti di un genitore. Ma come mettere in pratica questi consigli?

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