IL FUTURO DI TUO FIGLIO E’ NELLE PAROLE CHE GLI DICI DA PICCOLO

Da sociologa appassionata di conoscenza sull’uomo mi sono sempre chiesta cosa influenza più di ogni altra cosa il nostro diventare nella vita. Cosa diventiamo? Quali variabili sono veramente importanti?

Guardiamo un po’ al passato. Nella storia dell’umanità c’è tutto. Ci sono persone nate in famiglie molto povere che oggi sono fra le persone più ricche del mondo.

Ci sono persone nate in famiglie dove l’infelicità era di casa, che ce l’hanno fatta, oggi sono persone serene e felici.

Ci sono persone nate in famiglie negative che oggi sono in grado di realizzare la propria vita assumendosi la piena responsabilità dei propri risultati.

Oggi abbiamo un problema sociale, grave, gravissimo, di cui dovremmo sentirci tutti responsabili: molti bambini già da piccolissimi si sentono soli, incompresi, inascoltati.

E sentendosi così crescono insicuri.

Questa insicurezza ha delle ripercussioni a scuola, o nelle relazioni o nella capacità di realizzare obiettivi che significa essere capaci di far accadere le cose.

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A questo problema grosso, c’è una soluzione.

E’ una soluzione facile? NO è molto impegnativa.

E’ una soluzione possibile? SI, assolutamente si, tutto è possibile.

E’ una soluzione gratificante? SI, ti migliora la vita e la migliora a tuo figlio.

La soluzione è IMPARARE A COMUNICARE BENE CON TUO FIGLIO per garantirgli amore, accoglienza, sostegno, presenza, possibilità, anche se hai poco tempo, lavori tutto il giorno e non sai come fare.

Il bambino sono SPUGNE, imparano per IMITAZIONE. Praticamente ogni adulto significativo per il bambino (che passa ciò molto tempo con lui e che lo ama) ha una influenza sul bambino che impara attraverso l’ESEMPIO.

Quindi i bambini imparano dai genitori, dai nonni, dai parenti, dagli amici, dagli insegnanti… i bambini imparano da chi sta con loro e da chi si occupa di loro.

Però i genitori sono un gradino superiori agli altri, hanno uno SCETTRO in pugno che devono riconoscere e usare al meglio: la possibilità di RISTRUTTURARE in casa quello che accade fuori (con gli altri) e dentro (nel cuore del bambino) e quindi aiutare il bambino a CREARE E MANTENERE UNA SANA AUTOSTIMA.

Credi che non sia necessario? Credi che possa costruirsela da solo da adulto? Certo. Tutto è possibile. Però se vuoi sentirti un bravo genitore e fare il massimo per tuo figlio, sappi che devi occuparti della sua autostima, perché è uno degli ingredienti più importanti per la sua FELICITA’.

Guardati intorno, guarda i tuoi parenti, i tuoi amici, guarda dentro te stesso. Di a te stesso la verità. Ci sono molte persone oggi incapaci di realizzare i propri obiettivi personali e professionali che quindi si sentono vittime degli eventi, degli altri, delle circostanze. Non sanno far accadere le cose e questo li rende insoddisfatti. Non trovi?

Molti adulti soffrono oggi di bassa autostima, e questo dovrebbe farci riflettere sull’educazione che hanno ricevuto, non è stata poi così efficace. Vivremmo oggi in un mondo diverso se fosse andato tutto bene.

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Uno dei sintomi più evidenti del soffrire di bassa autostima è la DIPENDENDENZA DAL GIUDIZIO ALTRUI. Ne parlerò fra poco in modo specifico e ti darò la soluzione facile e immediata.

Questa dipendenza ha effetti molto negativi sulla vita di una persona perché si vivono sentimenti negativi e stati d’animo depotenzianti: la persona che ‘soffre’ il giudizio negativo degli altri si sente triste, delusa, arrabbiata, incompresa, tradita, sfruttata e questo è uno stato d’animo molto negativo che toglie le energie e limita i potenziali.

Come genitore è bene fermarti un momento e interrogarti sul tipo di pianta che desideri far crescere: un tenero arbusto che può volare via col primo vento, oppure una forte bellissima quercia.

Da chi dipende? Chi ha lo scettro?

Dopo aver scelto dovrai allineare il tuo modo di comunicare e di essere a ciò che intendi trasferire a tuo figlio.

Torniamo alla dipendenza dal giudizio degli altri.

Ci sono adulti oggi che sono felici quando gli altri assecondano il loro pensiero, quando gli altri fanno quello che vogliono e quando gli altri gli dicono che hanno ragione.

Sono infelici invece o arrabbiati quando gli altri la pensano in modo diverso, quando subiscono critiche o accuse, quando gli altri non approvano, quando giudicano mettendo pesanti etichette.

Ti rendi conto che vita d’inferno?

Cosa vuoi veramente per te? Un figlio debole e dipendente emotivamente dagli altri, oppure consapevole, forte e indipendente emotivamente?

Attenzione indipendenza emotiva non significa EGOISMO, non confondiamo le cose.

Puoi insegnare a tuo figlio a PENSARE CON LA SUA TESTA e quindi a dipendere meno dall’opinione degli altri. Puoi insegnargli ad essere più forte, resiliente, creativo, indipendente. Puoi insegnarglielo facilmente in casa, con il tempo e le possibilità che hai. Tranquillo, non dovrai licenziarti o cambiare vita, per fare quello che ti sto proponendo. Educare è facile se sai come fare.

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Un bambino ritorna a casa dopo la scuola molto triste, la mamma gli chiede cosa abbia e lui dice: Elisa mi ha detto che la mia cartella fa schifo!

Tu cosa fai? Come reagisci?

  1. Puoi SMINUIRE il problema – ma che stupidaggini sono queste!
  2. Puoi DARE LA SOLUZIONE – ma che dice, la tua cartella è bellissima!
  3. Puoi GIUDICARE a tua volta – lasciala perdere Elisa, è solo invidiosa, è come sua madre!

Tutte e tre queste risposte non sono il meglio che tu possa fare. Anzi sono proprio il peggio in assoluto, anche se molto diffuse fra le mamme e i papà.

Sono il peggio perché entrambe nascondono un male diffuso e molto negativo per il bambino.

Il male si chiama INCOMPRENSIONE.

La mamma e papà non mi ascoltano, non capiscono pienamente le mie emozioni? Forse è perché NON VALGO ABBASTANZA. Questo pensa tuo figlio.

Lo so che fa male e che probabilmente ti si sta stringendo lo stomaco nel leggermi, ma io non posso che dirti la verità, perché voglio aiutarti a migliorare e so che dentro di te c’è già tutto per farlo.

Ora vediamo cosa pensa il bambino dopo le tue risposte. Pensieri che probabilmente non ti dirà mai. Ma lui se li fa, proprio così e questi pensieri si depositano dentro di lui e nel tempo diventano le sue CONVINZIONI.  

Mamma – Ma che stupidaggini sono queste!

Bambino: mamma non capisci niente!! per me è importante altro che stupidaggini! oggi mi hanno escluso perché la mia cartella è brutta! Gli altri hanno giocato insieme ed io ero SOLO.

Mamma – Ma che dice, la tua cartella è bellissima!

Bambino – mamma non me ne frega niente di quello che pensi tu! non ti ho chiesto il tuo parere! Possibile che non mi devi mai ascoltare?

Mamma – Lasciala perdere Elisa, è solo invidiosa!

Bambino : Sarà pure invidiosa ma tutti vogliono stare con lei! quindi piace agli altri, io piaccio meno. Mamma mi sento solo e diverso, lo capisci??

Ti rendi conto di quanto danno possono fare le nostre parole?

Le parole hanno il potere di creare o di distruggere.

Apri bene le orecchie cara mamma e caro papà, perché fra poco ti darò la soluzione cioè l’alternativa a questa COMUNICAZIONE INEFFICACE.

Ma non solo, vediamo quali sono le conseguenze interiori nel bambino in seguito a questa comunicazione, COSA PROVOCHI IN LUI? COSA GLI INSEGNI PARLANDO COSI’?

  1. Gli insegni che è bene sminuire e giudicare gli altri
  2. Gli insegni a calpestare i suoi sentimenti
  3. Gli insegni ad etichettare gli altri

INVECE DOVRESTI INSEGNARGLI:

  1. Che è bene avere opinioni diverse
  2. Che si può non piacere a tutti ma questo non significa essere sbagliati
  3. Che non va bene giudicare gli altri

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Quali sono le conseguenze di tutto questo? Cosa rischia tuo figlio?

Tuo figlio rischia di sentirsi diverso dagli altri, separato, solo. Rischia di avere problemi nelle relazioni. Di non riuscire a creare e mantenere solidi rapporti con gli altri. Rischia di rimanere solo. Rischia di vivere molte delusioni dalle sue relazioni.

Rischia di perdere la sua autostima perché non si sente compreso da TE, che sei il suo pilastro, la sua verità indiscussa, la sua cosa più importante.

E allora qual è la SOLUZIONE? E’ vero te l’ho promessa prima e ora DEVO dartela.

Cosa puoi dirgli al posto di dire quelle tre cose che NON funzionano?

Puoi usare una COMUNICAZIONE EMOTIVA entrando in empatia con lui (ciò comprende le sue emozioni e farlo sentire importante e giusto) puoi anche tirare fuori il suo pensiero per capire lui cosa pensa. Se fai così gli fai il più grande regalo per la sua vita. Gli regali forza interiore!

Cos’è più importante cosa pensano gli altri o cosa penso io?

E’ chiaro che quello che pensa tuo figlio è più importante di ciò che pensano gli altri.

Dovresti insegnargli il rispetto per gli altri e il rispetto per SE STESSO, per le sue emozioni e sentimenti, qualunque essi siano.

Quello che puoi imparare è RIDURRE LE SENTENZE DEFINITIVE (che stupidaggine, è solo invidiosa, la tua cartella è bellissima!) e allenarti per imparare a fare delle buone DOMANDE che tirino fuori dal suo cuore ciò che veramente pensa.

Non DARE GIUDIZI, fai piuttosto buone DOMANDE.

Le 3 domande più potenti e utili per tuo figlio sono:

E TU cosa ne pensi?

TU come la vedi?

SEI d’accordo?

Già con queste tre domande apri la mente e il cuore di tuo figlio e lo aiuti a sciogliere facilmente l’emozione negativa che quel giudizio fatto da Elisa ha creato.

I bambini e anche i ragazzi sono molto influenzati da ciò che i loro coetanei pensano di loro.

Per loro il giudizio degli altri è molto importante perché definisce uno status sociale, l’ingresso o l’esclusione in un gruppo, l’appartenenza, insomma dinamiche molto importanti per far sentire il bambino ACCOLTO e VOLUTO.

Gli esperti di infanzia e genitorialità dicono che il modo in cui gli altri vedono il bambino spesso diventa il MODO IN CUI IL BAMBINO VEDRA’ SE STESSO.

Quindi i giudizi degli altri possono rafforzare l’autostima del bambino oppure distruggerla.

Ricordi cosa ti dicevo all’inizio di questo articolo?

Indipendentemente da quello che accade tu genitore hai il potere di RISTRUTTURARE e di attivare un importante processo educativo. Hai lo SCETTRO, USALO!!

Più gli insegniamo fin da piccoli a pensare con la loro testa, meno saranno dipendenti dal giudizio degli altri e quindi saranno più in grado di realizzare pienamente la loro vita.

Ma c’è di più! Esiste una MACRO domanda in grado di fare MAGIE.

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E’ la magia della comunicazione come dicevano i due geni creatori della PNL Bandler e Grinder. La comunicazione efficace può spingere un individuo a dare il meglio di sé, oppure lo può buttare a terra.

E’ una domanda potentissima che porta il bambino a riflettere su se stesso, entrare dentro, toccare le sue emozioni e soprattutto imparare ad esternarle, dando valore al proprio sentire.

Il SENTIRE interiore di una persona, è la sua parte più importante. Il nostro sentire definisce chi siamo e quanto e cosa meritiamo.

Il sentire di una persona – soprattutto di un bambino – positivo o negativo che sia, dovrebbe essere sempre riconosciuto come possibilità, non negato, non evitato.

OGNI SENTIRE INTERIORE HA DIRITTO DI ESISTERE PER QUELLO CHE E’.

E allora la domanda più importante da fare a tuo figlio è:

  • A COSA TIENI VERAMENTE?
  • COS’E’ IMPORTANTE PER TE?

Dimmelo figlio mio, esprimiti, tira fuori…. La mamma e papà ti ascoltano, non vedono l’ora di sentire ciò che pensi per aiutarti a stare meglio e a credere di più in te.

Se la mamma ti dice che Elisa è stupida, che dice cose stupide ecc. cosa se ne fa il bambino di questi giudizi? Serve a migliorare la sua vita? Serve ad aiutarlo a sentirsi meglio dopo essere stato escluso?

Se invece io mamma ti aiuto ad esprimerti e a tirare fuori ciò che hai dentro,  sto compiendo la MISSIONE più importante: AIUTARTI A VEDERE TE STESSO CON TUTTO IL VALORE CHE HAI.

Ricordati che la recettività di un bambino è estremamente alta, tuo figlio è una SPUGNA, impara da te per IMITAZIONE.

Ricordati che le parole che usi con tuo figlio possono aiutarlo o limitarlo.

Ricordati che le parole che usi con tuo figlio sono fra gli elementi più determinanti che fanno la tua efficacia genitoriale.

Hai nelle tue mani il potere di plasmare l’autostima di tuo figlio, un potere che dovresti conoscere e soprattutto saper usare al meglio.

Basta continuare a lamentarti delle paure su tuo figlio, se sarà in grado di fare, di cavarsela da solo… queste sono solo lamentele!

Agiamo veramente per imparare ad essere genitori migliori e non avremo di che preoccuparci perché avremo fiducia che, anche se non sappiamo cosa gli riserverà la vita, abbiamo la certezza di avergli fornito il bagaglio di autostima e fiducia interiore necessario ad affrontare la vita, tutta la vita, nelle sue bellezze e nelle sue difficoltà.

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