GENITORI LEADER NON SI NASCE, SI DIVENTA (Seconda parte)

Ti avevo promesso che ti avrei illustrato come diventare un genitore leader, in maniera molto pratica e precisa, senza teoria.

CI SONO ALMENO 10 CARATTERISTICHE DEL GENITORE LEADER DI CUI VOGLIO PARLARTI

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Il Video Corso  che ogni genitore dovrebbe avere per scoprire come liberarsi dalla rabbia, essere più sereno e crescere figli più forti sereni e sicuri di sé. (anche se non hai il tempo di frequentare dei corsi).

Sono competenze che alleneremo nel corso EDUCARE FACILE insieme alle altre strategie.

  1. SA PARLARE CON I FIGLI: sa costruire e mantenere un dialogo costruttivo con i figli, sa parlare di tutto, di sentimenti, di emozioni, di paure, di problemi. Perché riconosce che il dialogo è la base di ogni relazione proficua.

 

  1. DA POCHE REGOLE, CHIARE E IMPRESCINDIBILI: non bombarda i figli con mille regole ma impone delle chiare linee guida. Il genitore dittatore è piuttosto severo, impone molte regole e pretende totale obbedienza. Il genitore dittatore è l’opposto del genitore leader. Il genitore leader non ha bisogno di essere severo per far seguire una regola, conosce altre strategie. Riconosce l’importanza di lasciare al bambino una certa autonomia e libertà di azione per costruire in lui la convinzione del ‘sono capace’ strettamente legata all’autostima personale. Un genitore dittatore direbbe “devi studiare subito dopo pranzo, alle 14.30 sui libri!” imponendo la sua volontà e rimproverando spesso il bambino quando non ha voglia, non è capace, non ci riesce, o non sta nei tempi, o si sente troppo giù per poter studiare bene. Un genitore leader dice: “ceniamo alle 20.00, puoi fare i compiti nel pomeriggio, scegli tu se prima vuoi riposarti o giocare e poi fare i compiti, oppure metterti subito dopo pranzo in modo poi da avere il resto del pomeriggio libero per fare altre cose che ti piacciono, se hai bisogno di un aiuto su qualcosa che non è chiaro, chiedimelo pure, intanto mi metto a fare altro…”. Il genitore leader ha imposto un limite per lo studio oltre il quale non si può andare (mai oltre l’ora di cena) però ha lasciato anche un margine di libertà e di autoregolazione per lasciare che il bambino si autogestisca nei compiti e impari dai suoi errori e fallimenti.

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  1. NON MOTIVA SULLA PAURA, MA SULLA POSSIBILITA’. Il genitore dittatore motiva allo studio con la paura e con la rigidità. Il genitore leader motiva con la fiducia e con la possibilità. C’è una differenza enorme sulla percezione che il bambino avrà di questi due stili genitoriali. Si sentirà limitato, oppresso e represso nel primo caso; libero, pieno di fiducia e più sereno nel secondo. Oggi conta più di ogni altra cosa garantire ai figli autonomia e indipendenza. Affinché noi genitori possiamo garantire un futuro certo ai nostri figli, possiamo solo allenare la loro autonomia. Il futuro è abbastanza incerto dal punto di visto sociale, politico, economico. Lo sappiamo tutti. Ma non dobbiamo badare alle cose che non possiamo controllare, dobbiamo invece orientarci verso le cose che possiamo controllare e che dipendono da noi. L’autonomia e l’indipendenza di tuo figlio dipendono da te, da ciò che sei capace di trasferirgli come insegnamenti, fin dal primo istante di vita.
  1. ABITUA IL FIGLIO A SCEGLIERE PERCHE’ LUI SA SCEGLIERE. Conosce l’importanza della scelta e del prendere decisioni nella vita e abitua i suoi figli a farlo il prima possibile, fin da piccoli, con piccole scelte. Sa che, se è lui a scegliere, i suoi figli non saranno autonomi. Tu lo sai quanto è importante saper decidere e scegliere, forse ne vivi ogni giorno le conseguenze, positive o negative, delle tue scelte o non scelte. Prendere decisioni è una capacità che va allenata, non è casuale. Questo non significa lasciare al bambino la libertà di mettere in discussione le cose che vanno fatte, per esempio il bambino non può scegliere se andare a scuola o no o se andare a letto o no, ma abitua il bambino a prendere decisioni e rispetta le sue scelte ascoltando le sue emozioni. Con chi ti piacerebbe giocare oggi pomeriggio: con Francesca o Laura? Oppure quale sport di piacerebbe fare: danza o piscina? Consapevoli del fatto che i bambini, come gli adulti, possono cambiare idea in qualsiasi momento e quindi se succede non significa che non è coerente, non significa che non gli piace nulla, significa che deve ancora trovare ciò che vuole. In questo modo, il bambino inizia a prendere confidenza con le conseguenze delle sue azioni, osserva i suoi errori e impara da questi e osserva anche le sue emozioni, come si sente, cosa prova e aggiusta il tiro ogni volta che qualcosa non va. Inizia a imparare e a gestire le emozioni fin da piccolo.

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  1. PERMETTE AL FIGLIO DI FARE ESPERIENZA E DI TRARRE LE SUE CONCLUSIONI, SENZA IMPORRE LE PROPRIE. La tentazione di intromettersi nella vita di un figlio è molto forte, per aiutarlo ad elaborare la soluzione più veloce e più facile. Fa parte del nostro istinto protettivo. Ma questo comportamento è molto limitante e va evitato. Il bambino deve sperimentare da solo e comprendere con l’esperienza diretta se un suo comportamento è adeguato oppure inopportuno. Facciamogli fare degli errori, facciamogli sperimentare cosa significa sbagliare e anche vivere momenti di frustrazione. Riprendendo l’esempio dei compiti, se il bambino deve organizzarsi il pomeriggio, è molto probabile che le prime volte non riesca a finire i compiti in tempo per la cena, o che si senta frustrato per non essere riuscito a fare ciò che la mamma gli aveva chiesto, o sentirà di non aver fatto il suo dovere per non aver finito i compiti e per andare impreparato il giorno dopo. Tutte queste esperienze sono utili per imparare abitudini positive che si porteranno avanti per tutta la vita, non sono esperienze negative, non sono terribili traumi infantili, ma semplicemente dei piccoli intoppi necessari a far capire al bambino che la sua strategia non era adeguata e che ne deve pensare un’altra. Il genitore-leader, in questo modo, insegna anche a non arrendersi di fronte alle difficoltà e a trovare sempre una soluzione. Un’abilità che gli sarà molto utile da adulto.

 

  1. PREFERISCE IL DIALOGO AI PREMI E ALLE PUNIZIONI E USA L’IRONIA. L’educazione tradizionale prevede che i bambini siano premiati – quindi ti do qualcosa, ti faccio un regalo – quando si comportano bene; ti privo di qualcosa – ti tolgo – quando si comportano male; è stato studiato che questo modo di educare lede l’autostima del bambino perché il bambino sente di valere quando si comporta bene, sente di non valere quando si comporta male. Le punizioni certamente funzionano a breve termine ma educano sulla paura, non sulla possibilità, ecco perché a lungo termine sono dannose. I bambini devono essere INCORAGGIATI anche quando sbagliano, semplicemente perché si sono impegnati, ci hanno provato, hanno impiegato delle energie. Potremmo dirgli: “apprezzo il tuo sforzo, il tuo impegno, potresti però migliorare in questa cosa qui…” al posto di dire: “hai sbagliato, non va bene, devi essere più ordinato ecc”.. E come incoraggiare o premiare? Non certo con oggetti, con giocattoli, con cose materiali, non sempre per lo meno, molto meglio un abbraccio, una coccola, una carezza, che significano sempre ti amo e riconosco il tuo valore. L’affetto di mamma e papà valgono più di ogni altra cosa e non sono mai abbastanza. E poi usa l’ironia, la capacità di imparare divertendosi, scherzando, non sempre con il tono burbero, serio, noioso. I bambini si devono divertire per imparare.

 

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  1. SA GESTIRE LE PROPRIE EMOZIONI. Sa che emozioni come rabbia, stress, tensione, agitazione, creano problemi a se stesso e a suo figlio. Perché i bambini assorbono tutto, le paure degli altri, l’agitazione degli altri, l’ansia degli altri. Il leader ha il controllo delle proprie emozioni ed educa tendenzialmente con la CALMA. Un tempo si diceva la calma è la virtù dei forti ed è vero, perché le neuroscienze hanno studiato che più siamo calmi e più siamo intelligenti. Il genitore leader sa che se è calmo, se dialoga con il figlio piuttosto che urlare, se spiega le cose, riesce a farsi ascoltare dal figlio e a guidarlo in azioni positive.

 

  1. DA E CHIEDE RISPETTO. Se ti comporti in modo rispettoso verso tuo figlio, lui ricambierà con la stessa modalità e il vostro rapporto sarà più sereno perché la vostra comunicazione sarà più positiva e fluida. A volte ci dimentichiamo che i figli sono persone e non animali da ammaestrare anche se anche gli animali non dovrebbero essere trattati così.

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  1. IMPARA DAI SUOI ERRORI. Rifletti sul tuo comportamento ma non rimuginare e non sentirti in colpa. Il leader sbaglia come tutti gli essere umani, ma ammette i suoi errori, sa chiedere scusa e soprattutto impara dai suoi errori, senza colpevolizzarsi e piangersi addosso. O vedi la vita come problema o vedi la vita come opportunità di crescita. E questo fa una grande differenza.

 

  1. AFFRONTA LA VITA IN MODO POSITIVO E PENSA CHE CI SIA SEMPRE ALMENO UNA SOLUZIONE. Il leader ha una prospettiva di vita basata sulla fiducia e sulle possibilità e questo lo trasmette ai suoi figli. Insegna la perseveranza, il coraggio, la ricerca della soluzione con fiducia.

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Il genitore leader è il genitore perfetto? No. Non esiste il genitore perfetto, così come non esiste il figlio perfetto.

Educare è facile se sai come farlo e io ho preparato per te il corso più potente sulla genitorialità perché ho alle spalle 10 anni di lavoro con la gestione delle emozioni sugli adulti.

Essere leader non è così difficile come pensi, come tutte le cose si può imparare e io ho creato per te una scuola di crescita personale per darti strumenti concreti e utili da applicare fin da subito per il cambiamento.

Ci vediamo dalla parte di chi vuole il successo con i suoi figli!

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3 thoughts on “GENITORI LEADER NON SI NASCE, SI DIVENTA (Seconda parte)

  1. Sembra tutto così facile… ma mi rendo conto di essere io I problema del mio fallimento nell’educare mia figlia. Mi accorgo che se urlo non ottengo nulla, però mi sfogo.. e mi sfogo con la persona sbagliata !!!!dovrei rieducare me stessa…

  2. Ho trovato molto interessante questo argomento su (come diventare genitori leader) leggendo,mi mi sono reso conto di alcuni metodi di educazione che ho usato per mio figlio,erano errati.Grazie

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